Fibromialgia: cos’è? Il problema della diagnosi nel dolore cronico

Dai sintomi iniziali alle cure per la fibromialgia

La fibromialgia è generalmente considerata il secondo disturbo "reumatico" più comune, dopo l'artrosi. A seconda dei criteri di diagnosi utilizzati, la prevalenza nella popolazione varia dal 2% all’8%. (Claw, 2015)


Il dolore cronico muscolo-scheletrico è stato recentemente classificato come primario o secondario. La fibromialgia è, ad oggi, identificata come dolore cronico muscolo-scheletrico primario: il dolore da fibromialgia, infatti, è considerato una condizione, non spiegata da altre malattie, e associata a un significativo carico psicologico e sociale.


Con la nuova classificazione, che introduce il concetto di dolore muscolo-scheletrico primario o secondario, si è compiuto un ulteriore passo in avanti nell’inquadrare una condizione complessa, come l’esperienza del dolore cronico.


3525572_1701_gagjpg

Sapevi che Lady Gaga ha dichiarato pubblicamente di soffrire di fibromialgia?


Che cos’è la fibromialgia? Un po’ di storia…

Per molti anni, la fibromialgia è stata considerata (poco o) in maniera controversa: la sua definizione e la fisiopatologia non sono mai state ampiamente accettate, in quanto “inspiegabile” dal punto di vista biomeccanico e medico.

Le persone con fibromialgia si sentono spesso spaesate e incomprese, talvolta dai propri famigliari, amici o colleghi, talvolta anche dai professionisti sanitari.

Chi non ha a che fare con disturbi come la fibromialgia o il dolore cronico non comprende fino in fondo lo stato d’animo di una persona che vive con questa condizione, alla quale per molto tempo non si è nemmeno dato un nome: se ne sono sentite di tutti i colori, da “malattia invisibile” a “problemi che sono solo nella testa”, da “depressione mascherata” a “cause psicologiche".


La triste verità...

Questa errata connessione tra medici e pazienti è stata rafforzata dalla difficoltà di diagnosi e di trattamento della fibromialgia nel passato: l’atteggiamento storico ha lasciato qualche strascico nella pratica clinica attuale, specie in professionisti non aggiornati o che sono soliti improvvisarsi nella gestione di problematiche di dolore cronico, spesso comportandosi in maniera poco etica, magari proponendo inutili trattamenti passivi o strumentali per gonfiare le proprie tasche, a discapito della salute delle persone.


Sintomi simili alla fibromialgia sono stati descritti fin dal 1800 con termini come "nevrastenia". Gowers ha coniato il termine "fibrosite" nel 1904. Negli anni '70, la fibrosite è stata ribattezzata fibromialgia per indicare una migliore comprensione della condizione.

Non è una problematica infiammatoria, ma comporta dolore e rigidità: per la diagnosi si palpano i punti “tender” evidenziati in figura.

Schermata 2020-04-18 alle 183341png

Esempio di una parte del questionario compilato dal paziente per la valutazione della fibromialgia, basato sui nuovi criteri di diagnosi, modificati nel 2011 dall'American College of Rheumatology.

Fibromialgia: quali sono i sintomi?

La fibromialgia è una sindrome che comunemente si manifesta con sintomi come:

  • dolore cronico generalizzato
  • stanchezza
  • disturbi del sonno
  • alterazione dell’umore (ansia, depressione)
  • diminuzione della qualità della vita
  • problemi nello svolgimento delle attività quotidiane
  • disturbi cognitivi e dell'attenzione
Vedremo nel dettaglio i sintomi appena accennati nei prossimi post sul Blog.

Cosa significa fibromialgia?

Suddividendo il termine FIBROMIALGIA…

fibro (=tessuto fibroso) + mio (=muscoli) + algia (=dolore)


La fibromialgia è considerata una condizione di dolore cronico diffuso con iperalgesia (risposta aumentata ad uno stimolo che dovrebbe causare dolore) e allodinia (dolore causato da uno stimolo che normalmente non dovrebbe causare dolore). (2)

trastorno-dolor-psicologojpg


Falsi miti e fibromialgia

Sfatiamo alcuni falsi miti sull'argomento...

Si muore?

ASSOLUTAMENTE NO! Si tratta un falso mito totalmente infondato. Non bisogna preoccuparsi di questa assurdità.

Esiste una “cura definitiva”?

La fibromialgia è una condizione non progressiva e non degenerativa (Starnyl, 1998).

Il decorso è variabile tra le persone.

Spesso le persone vedono almeno quattro medici prima della diagnosi (Starz e Vogt, 2008) e la gestione del paziente influisce sul decorso. Molti soffrono di un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla disabilità (Mease, 2005).

Questo non significa che “mi debba tenere” il dolore: esistono cure e rimedi efficaci per ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita delle persone con fibromialgia.

e7afcff0-9cd4-4149-9048-5ec9434a8249jpg


Fibromialgia: cure?

L'approccio alle terapie dovrà considerare aspetti biologici, psicologici e sociali. Avevamo già accennato a questo modello di presa in carico nella sezione dedicata alla lombalgia (mal di schiena) cronica.

Il trattamento raccomandato è multidisciplinare e comprende:

  1. Terapie farmacologiche
  2. Fisioterapia
  3. Esercizio fisico
  4. Terapia cognitivo-comportamentale
  5. Training autogeno o rilassamento e terapia di gruppo


Approfondiremo il tema della fibromialgia prossimamente sul Blog, in particolare con post dedicati all’identificazione dei sintomi e all’appropriata gestione del percorso di cura.


Bisogno di ulteriori informazioni? Contattami.



Riferimenti bibliografici:
  1. Claw et al. Fibromyalgia and Related Conditions JAMA 2015
  2. Sumpton et al. Fibromyalgia: a clinical review JAMA 2014
  3. Perrot et al. Fibromyalgia: A Misconnection in a Multiconnected World? Eur J Pain 2019
  4. Images courtesy of Il Mattino and FKT

Potrebbe interessarti anche...

Leggi uno dei post più recenti sul Blog, clicca qui sotto.