Devo preoccuparmi del referto?

L’Ecografia che hai appena fatto alla spalla mostra una lesione dei tendini della cuffia dei rotatori?

La Risonanza Magnetica che ti hanno prescritto ha individuato alcune protrusioni o ernie discali nella tua colonna vertebrale?

La Radiografia che il medico ti ha detto di fare al ginocchio evidenzia segni di degenerazione delle superfici articolari?

Le tecnologie di cui disponiamo al giorno d’oggi sono incredibili e ci permettono di guardare all’interno del corpo umano. Il problema di queste fantastiche tecnologie è che possiamo vedere -per esempio- una lesione in un muscolo o un’articolazione con osteoartosi e presumere che ci sia “qualcosa” di sbagliato o che questa sia la sorgente del dolore.1

Nonostante ciò, il collegamento tra le “anormalità” dei tessuti anatomici riscontrate con esami di diagnostica per immagini e il dolore o la disfunzione del paziente è spesso molto debole.

Molte persone hanno una lista di “cose brutte” nel referto della propria Risonanza Magnetica, Radiografia o Ecografia, ma non hanno alcun sintomo.1


Un piccolo aneddoto…


Avevo un paziente con un terribile dolore alla spalla sinistra. I movimenti dell’articolazione erano estremamente limitati e la forza muscolare ancora peggio. Il suo medico gli aveva prescritto una Risonanza Magnetica e, una volta ottenuto il referto, il paziente me la porta in visione: era sicuro che la propria spalla fosse un vero disastro!

Lacerazione della cuffia dei rotatori, ispessimento della borsa, artrosi in molte articolazioni, un po’ di versamento qua e là… un gran casino!

MA, c’era un problema: il mio paziente voleva sapere se l’immagine ottenuta con la Risonanza Magnetica poteva essere “capovolta” o “specchiata”, perché questi erano i risultati per la spalla destra, quella senza dolore.

I risultati non erano stati capovolti né specchiati, ottenemmo il referto per la spalla sinistra più tardi. Erano “brutti” come il lato destro.1

Il punto è che dolore e danni tissutali sono di due pianeti diversi.2

Lesioni o altre scoperte preoccupanti di qualsiasi immagine diagnostica non corrispondono necessariamente al dolore.

Il mio paziente è migliorato e ha concluso la riabilitazione senza dolore in un paio di mesi.

La sua Risonanza Magnetica a fine trattamento non era cambiata, nonostante i miglioramenti nella mobilità, nella forza e nel dolore.1


Non è una novità.


Non sto raccontando niente di nuovo. Sappiamo queste cose da più di vent’anni.

Degenerazione delle articolazioni, protrusioni discali (anche ernie), lesioni della cuffia dei rotatori, calcificazioni di legamenti o articolazioni, sono tutte variazioni normali che possono esistere senza dolore. A una certa età, questi cambiamenti sono tuttora considerati normali e più comuni di una mancanza di quesi cambiamenti.1


Quale spazio dovrebbe dunque avere la diagnostica per immagini nelle patologie muscolo-scheletriche?


Nella maggior parte dei casi si assiste a un vero e proprio abuso di prescrizioni per Ecografie, Radiografie o Risonanze Magnetiche; anche quando, appunto, basterebbe la clinica (anamnesi, valutazione funzionale, eventuali test ortopedici ecc.) per individuare il giusto percorso terapeutico per ogni persona con dolore.


Questo non significa che le indagini strumentali siano totalmente inutili, anzi!


Dovrebbero però essere consigliate solo a pazienti in cui si sospetta, dalla storia clinica e dai sintomi che il paziente riferisce, una delle seguenti condizioni3:

  • Patologie sistemiche (infezioni, diabete, problematiche oncologiche ecc.)
  • Compromissione del midollo spinale o disordini del Sistema Nervoso Centrale
  • Traumi e sospette fratture

Cos’altro devo sapere?

Se ti è stato detto che i tuoi risultati presentano qualcosa di anomalo e -giustamente- sei preoccupato, qui di seguito trovi alcuni esempi che forse potrebbero aiutarti ad essere più tranquillo e maggiormente consapevole del significato del tuo referto.

Uno studio4 condotto su 497 soggetti asintomatici, ha indagato i cambiamenti degenerativi nei dischi intervertebrali della colonna cervicale. L’esame con RM di questo gruppo di persone SENZA SINTOMI (nessun dolore né disfunzioni motorie) ha presentato le seguenti osservazioni:

  • Segni di degenerazione discale erano presenti nel 17% degli uomini esaminati e nel 12% delle donne (20 anni di età!!!)
  • Negli over 60, le stime crescono ad 86% per gli uomini e 89% per le donne.

Un’altro studio5 ha indagato la condizione delle spalle di giocatori professionisti di pallamano, in cui l’articolazione glenomerale è sicuramente sottoposta a forti stress: nel 93% dei casi esaminati, sono state riscontrate delle “anormalità” in seguito a indagini con Risonanza Magnetica; soltanto il 37% di questi atleti avevano dei sintomi.

Sono state esaminate6 anche 98 colonne lombari di persone senza alcun sintomo. La Risonanza Magnetica mostrava nel 52% dei soggetti almeno una discopatia; il 27% delle persone aveva una protrusione dei dischi intervetebrali, l’1% un’ernia del disco. In diverse percentuali erano presenti anche altre “anormalità” non intervertbrali, come le artropatie faccettarie.

Ricerche e indagini scientifiche di questo tipo non riguardano solo le articolazioni e distretti corporei sopra citati, ma anche piede, caviglia, ginocchio, anca ecc.

Per curiosità, esistono innumerevoli pubblicazioni in letteratura medica che, se avete voglia di approfondire, trovate nella bibliografia a piè di pagina.


Cosa significa tutto questo?

Non ho alcun motivo di essere preoccupato se il referto della mia Risonanza Magnetica, Ecografia o Radiografia è piena di parolacce in medichese e termini “spaventosi” come degenerazione, lesione, rottura, lacerazione, ernia, sofferenza, artrosi e chi ne ha, più ne metta.

Molto spesso non è ciò che viene mostrato nei risultati dell’esame a causare dolore.

Modificazioni nei tessuti anatomici e nelle strutture del corpo umano non sono anormalità, ma semplici e naturali cambiamenti.


Dott. Matteo Mazzoni Fisioterapista
Certificate in Orthopaedic Manual Therapy


Riferimenti bibliografici:

1. G. Lehman, Structure is not Destiny. Reconciling Biomechanics with Pain Science. 2012

2. K. Zimney, Pain and tissue damage are from different planets. HumanAntiGravitySuit. 2012

3. S. Smale, A Review of Red Flags. Modern Manual Therapy. 2006

4. M. Matsumoto, MRI of cervical intervertebral discs in asymptomatic subjects. The Journal of Bone and Joint Surgery. 1998

5. B. Jost et al. MRI findings in throwing shoulders: abnormalities in professional handball players. Clinic Orthop Relat Res. 2005.

6. C. Maureen et al. MRI in people without back pain. The New England Journal of Medicine, 1994.

7. Kendrick D et al. The role of radiography in primary care patients with low back pain of at least 6 weeks duration: a randomized (unblinded) controlled trial. Health Technol Assess. 2001.

8. Ash LM et al. Effects of diagnostic information, per se, on patient outcomes in acute radiculopathy and low back pain. AJNR Am J Neuroradiol. 2008.

9. Modi MT et al. Acute low back pain and radiculopathy: MR imaging findings and their prognostic role and effect on outcome. Radiology. 2005.

10. Okada E et al. Disc degeneration of cervical spine on MRI in patients with lumbar disc herniation: comparison study with asymptomatic volunteers. Eur Spine J. 2011.

11. Matsumoto M et al. Prospective ten-year follow-up study comparing patients with whiplash-associated disorders and asymptomatic subjects using magnetic resonance imaging. Spine 2010.

12. Sher JS et al. Abnormal findings on magnetic resonance images of asymptomatic shoulders. J Bone Joint Surg Am. 1995.

13. Connor PM et al. Magnetic resonance imaging of the asymptomatic shoulder of overhead athletes: a 5-year follow-up study. Am J Sports Med. 2003.

14. Matsumoto M et al. Age-related changes of thoracic and cervical intervertebral discs in asymptomatic individuals. Spine. 2010.

15. Wood KB et al. Magnetic resonance imaging of the thoracic spine. Evaluation of asymptomatic individuals. J Bone Joint Surg Am. 1995.

16. Cheung KM et al. Prevalence and pattern of lumbar magnetic resonance imaging changes in a population study of one thousand forty-three individuals. Spine. 2009.

17. Takatalo J et al. Prevalence of degenerative imaging findings in lumbar magnetic resonance imaging among young adults. Spine. 2009.

18. Chou D et al. Degenerative magnetic resonance imaging changes in patients with chronic low back pain: a systematic review. Spine. 2011.

19. Chu Miow Lin D et al. Validity and responsiveness of radiographic joint space width metric measurement in hip osteoarthritis: a systematic review. Osteoarthritis Cartilage. 2011.

20. Silvis ML et al. High prevalence of hip and pelvic magnetic resonance imaging findings in asymptomatic collegiate and professional hockey players. Am J Sport Med. 2011.

21. Bedson, Croft PR. The discordance between clinical and radiographic knee osteoarthritis: a systematic search and summary of the literature. BMC Musculoskelet Disord. 2008.

22. Kaplan LD et al. Magnetic resonance imaging of the knee in asymptomatic professional basketball players. Arthroscopy. 2005.

23. Johal KS, Milner SA. Plantar fasciitis and the calcaneal spur: Fact or fiction? Foot Ankle Surg. 2012.

 

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