Cervicalgia

Cervicale: cos'è?

Il rachide cervicale è il tratto di colonna vertebrale formato dalle sette vertebre cervicali: la prima si articola con l’osso occipitale del cranio, l’ultima si unisce alla prima vertebra toracica.

La colonna cervicale supporta e orienta la testa nello spazio, in relazione al torace, con importanti funzioni per il sistema sensoriale. In quanto tale, al sistema muscolo-scheletrico cervicale sono richieste una sofisticata mobilità e stabilità.
I meccanismi in cui ciò avviene e le conseguenze di un disturbo cervicale sono di grande interesse per chi si occupa del trattamento dei disordini cervicali.

Dolore cervicale: quanto è frequente?

Il dolore al collo (cervicalgia) è una condizione relativamente comune e colpisce circa il 70% della popolazione per più di una volta nella vita. I dati epidemiologici internazionali suggeriscono una prevalenza del 10-20% (Ariens et al. 1999; Cate et al. 1998, Helewa et al. 1994).

Il dolore cervicale tende ad essere un disordine persistente e continuo: fino all’85% delle persone che ha avuto una cervicalgia, può presentare un dolore ricorrente per molti anni dopo il primo episodio. (Carroll et al, Spine, 2008)


La cronicizzazione del dolore può essere in parte attribuita a disfunzioni del sistema neuromuscolare. Quando sono presenti dolore o una lesione, le strategie di cui si serve il nostro Sistema Nervoso Centrale per controllare il movimento, la stabilità e/o la postura possono essere sostanzialmente compromesse.

Quali sono i sintomi delle disfunzioni cervicali?

Le alterazioni della normale funzionalità del complesso cervicale, può dar luogo a una sintomatologia molto varia.

Ecco un breve elenco di alcuni dei possibili sintomi, associati a disordini cranio-cervicali:

  • Mal di testa: cefalea, emicrania, dolore al viso
  • Dolore al collo (cervicalgia)
  • Fastidio o sensazione di tensione dei muscoli cervicali
  • Dolore o fastidio dei muscoli tra le scapole
  • Alterazione nella funzione dei muscoli cervicali e del controllo motorio
  • Dolore alla mandibola o vicino all’orecchio
  • Vertigini (giramenti di testa) e/o nausea, sensazione di disequilibrio
  • Limitazione dell’escursione articolare e/o funzionale: impossibilità di muovere liberamente la testa (es. ruotare il capo o girarsi per guardare indietro)
  • Deficit della stabilità posturale, del controllo dei movimenti della testa e degli occhi (oculomozione)
  • Dolore al collo e irradiato -o riferito- al braccio o a tutto l’arto superiore, fino alla mano (cervico-brachialgia)

Cervicale: rimedi?

È raccomandato dalle più recenti evidenze scientifiche la scelta di un trattamento conservativo (fisioterapia), da preferire sempre -quando possibile- all’utilizzo di farmaci o strategie terapeutiche non conservative (es. chirurgia).

 

In cosa consiste la fisioterapia per il dolore cervicale?

Gli obiettivi del trattamento riabilitativo, sono i seguenti:

  1. Controllo dei sintomi e gestione del dolore
    Il dolore è sicuramente la ragione principale che spinge la persona a chiedere assistenza sanitaria per disordini cervicali. Il maggior beneficio può derivare da trattamenti manipolativi, che si sono dimostrati efficaci nel diminuire il dolore cervicale: la terapia manuale è risultata ancora più risolutiva, quando associata all’esercizio. (Gross et al. 2004)
  2. Rieducazione della funzione
    L’esercizio terapeutico si è mostrato determinante in numerosi studi: la sua combinazione con i trattamenti manuali ha effetti benefici sul dolore cervicale sia nel breve che nel lungo termine; migliora la funzione muscolare, il controllo motorio e la funzionalità sensoriale. (Kay et al. 2005)

E i farmaci?

I farmaci non sono necessari per la maggior parte delle sindromi dolorose muscolo-scheletriche. Tuttavia, possono essere prescritte dal medico negli stati di dolore acuto, in sindromi con dolore moderato o severo, in particolare nei casi in cui si sospetta dolore neuropatico. (Falla et al. 2004)

Cervicale infiammata: è vero?

La presenza di lesioni e infiammazione, così come le conseguenze di un trauma (es. colpo di frusta), sono tutte condizioni che possono incidere su meccanismi neurofisiologici di controllo del dolore.

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Dott. Matteo Mazzoni

Fisioterapista specializzato C.O.M.T.