Cosa sai sull'articolazione Temporo Mandibolare?

Ogni anno circa il 4% delle ragazze tra i 19 e i 23 anni sviluppa i primi sintomi di Disordine Temporo Mandibolare.

(Signs and Symptoms of First Onset TMD and Sociodemographic Predictors of Its Development, G. Slade, E. Bair, R. Ohrbach, Journal of Pain, Dec 2014)

 

Cos’è l’articolazione Temporo Mandibolare?

L’articolazione Temporo Mandibolare (spesso abbreviata in ATM) è una delle più complesse nel corpo umano: essa collega la Mandibola all’osso Temporale, una delle ossa laterali del Cranio.

Prova a mettere le tue dita appena davanti all’orecchio, aprendo e chiudendo la bocca, puoi sentire l’articolazione muoversi.

Quest’articolazione è molto mobile: la Mandibola può muoversi in alto, verso il basso e lateralmente, consentendoci di parlare, masticare e sbadigliare; i muscoli che si inseriscono in questa sede anatomica, permettono di controllarne la posizione e i movimenti.

Quando apri la bocca, la componente ossea arrotondata nella parte posteriore della Mandibola (condilo), scivola in avanti lungo la cavità articolare dell’osso Temporale.

Quando chiudi la bocca, il condilo scivola indietro alla posizione di partenza.

Per mantenere fluido questo movimento, un sottile disco cartilagineo è posizionato tra i due capi articolari: il disco assorbe gli shocks che l’articolazione subisce durante la masticazione e ne facilita gli altri movimenti.

 

Cosa si intende per Disturbo Temporo Mandibolare?

Per TMD (Temporo Mandibular Disorder) si intende un disordine articolare, muscolare e/o nervoso. I disturbi dell’ATM e dei muscoli della masticazione (e come le persone rispondono ad essi) sono molto vari.

Il mondo della ricerca scientifica è concorde nell’inquadrare queste condizioni in tre categorie:

  1. Dolore muscolo-fasciale e scarso controllo dei muscoli della masticazione;
  2. Dislocazioni e Lussazione del disco articolare, traumi o lesioni del condilo mandibolare;
  3. Osteoartrite e processi degenerativo/infiammatori a carico dell’articolazione.

Una persona può presentare una o più di queste condizioni allo stesso tempo. Molte persone possono avere anche altri problemi di salute che co-esistono con i TMD, per esempio le sindromi da fatica cronica, i disturbi del sonno o la fibromialgia.

 

È una patologia rara?

Al contrario di quanto si creda, i Disordini dell’articolazione Temporo Mandibolare, sono una patologia molto frequente: si pensi che nel 2016, negli U.S.A. le diagnosi di TMD sono state circa 35 mln (circa il 12% della popolazione); le persone che hanno riportato questo disturbo sono state quasi il doppio delle persone con diabete.

È una problematica che riguarda con più frequenza le donne: nello scorso decennio la prevalenza della patologia era di 8:1 per il sesso femminile (significa che per ogni uomo ci sono stati 8 casi di donne con TMD).

Nonostante ciò, non si tratta di un disturbo esclusivamente femminile, in quanto negli ultimi anni si è riscontrato un aumento della frequenza con cui si presenta nella popolazione maschile.

 

Quali sono i sintomi?

Un’ampia varietà di sintomi posso essere collegati ai TMD. Il dolore, in particolare quello localizzato lateralmente al cranio o ai muscoli della masticazione, è il sintomo più comune.

Altri sintomi possono essere:

  • Mal di testa
  • Dolore irradiato al viso, alla mandibola o al collo
  • Rigidità dei muscoli della masticazione
  • Limitazione nel movimento di apertura/chiusura della bocca
  • Crepitii, scricchiolii o “click” dolorosi in apertura/chiusura della bocca
  • Malocclusione dentale

Ovviamente, l’articolazione Temporo-Mandibolare non è l’unica struttura anatomica potenzialmente in grado di scatenare una sintomatologia dolorosa nella regione cranio-cervicale: ovvero, non tutti i mal di testa o i dolori al collo deriva da TMD; per questo motivo è necessario effettuare sempre una valutazione fisioterapica accurata e globale, prendendo in considerazione anche aspetti differenti (es. cervicalgia, emicranie cervicogeniche, cefalee muscolo-tensive ecc.).

 

Quali sono le cause?

I traumi maxillo-facciali e le alterazioni articolari giocano un ruolo principe in alcuni tipi di TMD. Nonostante per molti disturbi della masticazione ancora non si conosca una causa precisa a livello scientifico, esistono terapie efficaci per trattarli.

Per il fatto che la condizione sia molto più presente nelle donne rispetto agli uomini, i ricercatori stanno studiando un possibile collegamento con il metabolismo ormonale femminile.


Come si trattano e a chi devo rivolgermi?

Le linee guida internazionali indicano la terapia conservativa come primo approccio alla persona con disturbi cranio mandibolari.

La Fisioterapia, con tecniche di Terapia Manuale, Esercizi Terapeutici specifici, educazione del paziente all’auto-trattamento e interventi a livello psicosociale, deve rappresentare sempre il First-Line Treatment (la prima scelta terapeutica), talvolta Stand-Alone Treatment (basta la Fisioterapia come unico intervento).

Altre opzioni terapeutiche, da prendere in considerazione in un secondo momento, in caso di fallimento del trattamento fisioterapico o per integrare lo stesso, sono le seguenti:

  • Logopedia (es. rieducazione della deglutizione)
  • Ortodonzia (es. prescrizione di Bite per bruxismo)
  • Farmacologia (es. uso di farmaci miorilassanti)
  • Mind-Body Techniques (tecniche di rilassamento, meditazione, stress management ecc.)
  • Altri (Agopuntura, Terapia Fisica Strumentale, Chirurgia Maxillo-Facciale).

L’approccio migliore rimane quindi quello multi-professionale. È fondamentale la collaborazione tra professionisti sanitari nella presa in carico del paziente; gli operatori coinvolti sono:

  • Fisioterapista
  • Logopedista
  • Medico
  • Chirurgo Maxillo-Facciale
  • Dentista
  • Psicologo

Dott. Matteo Mazzoni Fisioterapista
Certificate in Orthopaedic Manual Therapy
Riabilitazione delle disfunzioni dell'ATM